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Intervista ad Anna Soldati
Ho voluto sentire raccontare Mario Soldati dalle parole di Anna Cardini Soldati nuora dello scrittore già responsabile culturale del comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita e fondatrice dell’associazione culturale a lui dedicata (www.comitatomariosoldati.it). Lei che ha conosciuto il coté pubblico e , ancor meglio , quello privato, è dunque in grado di darci un’immagine vera e duratura del grande letterato. Invitiamo, allora Anna ad aprire il suo cuore e mostrarcelo con tutto l’affetto e l’entusiasmo di cui è capace.
1) Contaminazioni letterarie e non solo. Il tema dell’evento è multicultura; Mario Soldati lo si può definire un contaminatore d’eccellenza? Scrittore, regista, sceneggiatore, autore televisivo, enologo, uomo dai tanti interessi, ebbene: come vedrebbe lui Terre di Vite?

foto di Wolf Soldati, realizzata durante il viaggio relativo alla pubblicazione dl libro "Vino al Vino"
2) Ricordando che nel 1935 va alle stampe America primo amore, dal 29 al 31 Mario Soldati vive negli Stati Uniti. Cosa porta in se al rientro in patria, cosa rimane nel suo animo di quella cultura?
L’esperienza americana è stata fondamentale nella sua formazione e ne ritroviamo tracce in tutta la sua opera. Nell’Italia del Novecento Soldati interpreta l’uomo di cultura europea e di formazione americana, ciò spiega la naturalezza con cui si è accostato al mondo dei media. Senza dubbio la conoscenza profonda degli Stati Uniti ha reso ancora più fine e attenta la riflessione sull’Europa e l’Italia di cui è pervasa la sua opera. 3) C’è una pellicola tra le tante da lui dirette dal titolo Fuga in Francia (1948) nella quale si tratta di un tema attuale per l’epoca: l’emigrazione clandestina. Ci fai un parallelo tra il suo pensiero del tempo e l’oggi in cui assistiamo al processo contrario e da terre molto lontane? Ed ancora l’opera è una commistione di generi e stili diversi, torniamo così alle mescolanze, al melting pot…
Anna Soldati: Nel film ‘Fuga in Francia’ si parla di europei che emigrano in Europa è una realtà molto diversa da quella attuale. Durante l’’epoca del film erano genti e persone che si spostavano, attualmente sono masse che si muovono, ciò che sta accadendo è un fenomeno che riguarda la civiltà di massa e Soldati si è espresso chiaramente su alcuni mali della modernità, tuttavia la grande energia che molte di queste persone possiedono nell’affrontare una nuova vita, fiduciosi, nonostante le difficoltà e le umiliazioni, la considererebbe senz’altro un fatto positivo; d’altronde è stato lui stesso a tentare di emigrare negli Stati Uniti durante la dittatura in Italia . Il laboratorio dell’artista Soldati mostra un’attenzione viva alla sperimentazione ma lo stile dello scrittore è uno e i linguaggi sono tanti. Per chi conosce a fondo l’uomo e l’artista, l’opera, apparentemente eterogenea, coincide perfettamente con l’autore. E’ stato un grande sperimentatore ma attento all’opera dei maestri del passato; dentro ma anche in fuga dal Novecento.
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4) Tratto da “Vino al Vino”: “E il vino? Cosa c’entra il vino? Oh, se c’entra! Il vino è come la poesia, che si gusta meglio, e che si capisce davvero, soltanto quando si studia la vita, le altre opere, il carattere del poeta, quando si entra in confidenza con l’ambiente dove è nato, con la sua educazione, con il suo mondo. La nobiltà del vino è proprio questa: che non è mai un soggetto staccato e astratto, che possa essere giudicato bevendo un bicchiere, o due o tre, di una bottiglia che viene da un luogo dove non siamo mai stati.”
Questa lettura ha accompagnato spessissimo le iniziative della nostra Ass. Culturale Divino Scrivere, un passaggio per me fondamentale che descrive benissimo quale dovrebbe essere l’approccio al vino e come sia in simbiosi con l’arte poetica. Senza dimenticarci che la frase “Il vino è la poesia della terra” è stata scritta proprio da Mario Soldati, ci puoi raccontare con parole tue (quindi della parte più intima e meno divulgata) come Soldati viveva e sentiva il rapporto con la terra, con i produttori e con il vino stesso? Intervista a cura di Barbara Brandoli.
L’Ass. Culturale Divino Scrivere ringrazia Anna Cardini Soldati per averci rilasciato quest’intervista e, ancor più, per averci messo a disposizione una bellissima mostra sulla vita di Mario Soldati che verrà esposta e sarà visibile da tutto il pubblico che parteciperà alla manifestazione Terre di Vite, 13 e 14 Novembre 2010, presso il Castello di Buronzo.
Ancora grazie Anna, Barbara.Nessun tag per questo post.




















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