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Aspettando Terre di Vite…Interviste ai produttori: Elena Conti

14 giu 2010 | 2 Commenti

Barbara Brandoli, propone un percorso di avvicinamento all’evento Terre di Vite che si terrà nel prossimo autunno (luogo e data in via di definizione). Le interviste (forma scelta per dare voce agli interlocutori)  toccheranno per l’appunto svariati aspetti del tema prescelto (multicultura e intercultura). Partendo dalle parole di un giornalista fotoreporter che vive in Vietnam, passando tra quelle di studiosi di letteratura italiana e straniera, arrivando al dialogo con giovani musicisti, ascoltando i produttori svelare un lato curioso e poco visitato della materia, si cercherà di invitare il lettore prima, e il partecipante all’evento poi, a riflessioni, considerazioni e a tutta la mole di pensieri che un trattato come la multiculturalità e/o l’interculturalità possono e sanno generare in noi. 

Intervista a Elena Conti:

 1) Parlando di multi cultura ci interessa sapere come il tuo vino è percepito fuori dai confini del nostro paese, come viene interpretato nelle varie nazioni ove tu esporti, come è valorizzato e se è promosso in maniera migliore e più completa rispetto all’Italia.

 Sia negli Stati Uniti che in Europa, in particolare in Francia, il nostro
vino ha avuto un’accoglienza che non immaginavamo, libera da pregiudizi e

Elena Conti a Terre di Vite

concentrata solo sul valore intrinseco del vino. In questo caso ben si è
adeguata la frase di  Mark Twain “Viaggiare è fatale ai pregiudizi” facendo
vedere o meglio, nello specifico, “gustare” le cose per quello che sono. E,
conseguentemente, anche la promozione ne ha beneficiato, ottenendo consensi
e apprezzamenti che a volte, nel nostro territorio d’origine si fatica ad
ottenere.

2) Siccome a noi di Divino Scrivere piace vedere anche il lato ironico di ogni argomento sviluppato, raccontaci d’un aneddoto i cui protagonisti sono stati clienti stranieri e d’un abbinamento bizzarro ed insolito fatto con il vino di tua produzione.

 
A San Francisco la longevità del Boca ha stimolato, da parte di un
ristoratore, la creazione della “Carta della Pazienza”, una raccolta di vini
internazionali che “non hanno fretta” e che danno il meglio di loro nel
tempo. Un invito a riconciliarsi con il significato profondo del termine,
non solo a tavola.

 

*Cantine del castello Conti

Via Borgomanero 15  – Maggiora- (No)

www.castelloconti.it  email:  info@castelloconti.it

(Lo staff di Terre di Vite ringrazia Elena, Paola ed Anna Conti)

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2 Commenti »

  • Roberto Giuliani dice:

    Quel ristoratore ha capito tutto, bravo!

  • Francesca dice:

    Bello si sia ripresa la frase di Twain già citata da Alessio Fratticcioli nel precedente post: un fil rouge ad unire gli interventi è segno che gli stessi ben promettono e mantengono.

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